sabato 19 ottobre 2013

Viva Zapata!

Qualche settimana fa, nelle edicole italiane è uscito Almanacco dell'avventura 2014, dedicato al grande scrittore Decio Canzio ed maestro Sergio Toppi, morti entrambi lo scorso anno a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro.
Volume che io ho acquistato prontamente.



Delle tre storie presenti nell'albo, una in particolare mi ha interessato ed è ciò di cui voglio parlare oggi. Si intitola L'Uomo del Messico, ed è una bellissima lente d'ingrandimento sulle dinamiche della rivoluzione messicana e sui suoi uomini.
Disegnata magistralmente da Toppi, si inquadra nei primi di maggio del 1914, poco prima di alcuni avvenimenti cruciali per le sorti della rivoluzione, le dimissioni del generale Huerta in seguito alla sanguinosa battaglia di Zacatecas vinta da Villa e i suoi uomini (non Claudio, s'intende).
Purtroppo la storia messicana non è particolarmente conosciuta e mi spiace se questi nomi saranno forse poco più che memorie vaghe. Ma proprio per questo, forse, un lettore curioso può trovare una piacevole sorpresa nello scoprire un piccolo pezzo di storia avvincente e avventurosa.

Delle tre storie che compongono l'albo (la prima è L'Uomo del Nilo, mentre la conclusiva è L'Uomo delle Paludi) non è forse la più interessante dal punto di vista della sceneggiatura nè della libertà compositiva di cui è capace Toppi (sfoggiata magistralmente invece nella terza storia, L'Uomo delle Paludi già citato), ma a mio personale giudizio rende merito a quella che è una delle più importanti rivoluzioni della storia del pianeta.

Senza dubbio sanguinosa e deprecabile, ma con il merito di essere stata una vera rivoluzione, fatta dal vero popolo messicano e non, invece, dalla borghesia imperante, bramosa di potere, come le storie del nostro vecchio mondo...

Se vi capita, compratelo.


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